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L' Investigatore del Vesuvio vi presenta la storia eruttiva del complesso vulcanico Somma - Vesuvio. Sulle eruzioni più importanti della storia vesuviana sono state dedicate tre sezioni molto dettagliate |
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Storia Eruttiva del Somma - Vesuvio Il vulcano più famoso d’Europa, da un punto di vista geo-vulcanologico, non si presenta come un vulcano isolato, ma come un complesso molto ampio : il complesso “Somma – Vesuvio”. E’ un tipico esempio di vulcano a recinto, di cui il Monte Somma costituisce il vulcano originario entro il quale si è poi sviluppato da eruzioni successive il più conosciuto cono del Vesuvio. La sua
bellezza, la sua storia e la sua dinamica eruttiva lo hanno reso uno dei
più importanti vulcani attivi dell’Europa continentale. E’
caratterizzato da un’attività mista, con un’alternanza di eruzioni
effusive con emissione di colate laviche, ed eruzioni tipo esplosivo,
durante le quali il magma fuoriesce sotto forma di pomici, lapilli, bombe
e ceneri. Se ci si trova
in condizioni di condotto aperto e se il magma è molto fluido (cioè in
caso di LAVE BASICHE), i gas si liberano progressivamente
prima che il flusso sia giunto in superficie e il vulcano produce eruzioni
tranquille, facendo tracimare dal cratere, colate laviche alternate
talvolta ad esposizioni intermittenti ma di poca potenza. Se invece il
condotto è ostruito da prodotti solidificati delle precedenti eruzioni e
se ci troviamo con magma molto denso (cioè in caso di LAVE ACIDE),
la frammentazione spesso avviene a livello superficiale e il processo di
fuoriuscita dei gas avviene in un piccolo intervallo di tempo. Così dopo
una iniziale fase esplosiva che apre il condotto, viene a formarsi
un’imponente colonna eruttiva composta da pomici, ceneri e lapilli.
I frammenti di piccole dimensioni, raffreddandosi rapidamente,
portano alla formazione di cenere vulcanica, mentre i frammenti di
dimensioni maggiori, generano le pomici. I prodotti più
antichi attribuibili all’attività vulcanica del complesso Somma –
Vesuvio, sono le cosiddette “Pomici di Codola”, risalenti a circa
25.000 anni fa. Analisi
stratigrafiche hanno portato alla conclusione che tra l’eruzione che
generò le Pomici di Codola e l’eruzione pliniana del 79 d.C. ci
fu un periodo caratterizzato da almeno 6 grandi eruzioni pliniane Nello stesso intervallo di tempo si sono verificate almeno 11 eruzioni subpliniane (cioè dalle stesse caratteristiche delle eruzioni pliniane ma di potenza inferiore) oltre ad eruzioni di tipo stromboliano (Cioè eruzioni esplosive a bassa energia, caratterizzate da una rapida successione di esplosioni). Anche l’eruzione del 79 d.C. (quella che distrusse la città di Pompei ed Ercolano) fu preceduta da una lunga fase di riposo e tranquillità. Nei secoli precedenti all’eruzione del 79 d.C. il Somma si prsentava come un unico monte, ma lo stato delle cose fu completamente sconvolto da questa eruzione la cui fedele descrizione è contenuta nelle famose lettere di PLINIO IL GIOVANE a Tacito. Per effetto di
questa eruzione si formò una caldera di proporzioni molto ampie che
distrusse quasi completamente il preesistente edificio vulcanico. Dopo un
periodo di tranquillità, il vulcano si risvegliò nuovamente, iniziando a
formare il Gran Cono del Vesuvio. Le notizie
relative alle eruzioni del millennio successivo all’eruzione del 79 d.C.
sono incerte. Ma con sicurezza si sa che si sono succedute fasi alterne
fino al 1139. Da questa data e fino al 1631 c’è stato dapprima un
periodo di attività a condotto aperto e poi una lunga fase di sospensione
dell’attività vulcanica. L’eruzione
del 1631 fu ancora una volta a carattere esplosivo (subpliniana).
Si aprì una grassa frattura sul fianco sud-occidentale del Gran
Cono. Seguì la formazione di una imponente colonna Si ebbero
un’altra serie di fenomeni eruttivi nel XVII secolo tra il 1666 e il
1668, mentre nel XVIII secolo si annotano altre 20 eruzioni tra cui quelle
del 1730, 1737, 1760, 1767, 1779 e l’eruzione del Anche
l’Ottocento non fu risparmiato da un’intensa attività vulcanica che
provocò le La prima
eruzione del Novecento fu quella del 1906 durante la quale furono
seriamente danneggiate le città di Ottaviano e San Giuseppe. Dopo un
periodo di tranquillità durato circa 7 anni, riprese l’attività
stromboliana nel 1913. Altri
traboccamenti si susseguirono
nel 1926, 1927 e 1928. Ma solo il 3 Giugno 1929 il Vesuvio diede luogo ad
un’eruzione di un certo rilievo che distrusse parzialmente l’attuale
città di Terzino.
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