Storia Eruttiva

L' Investigatore del Vesuvio vi presenta la storia eruttiva del complesso vulcanico Somma - Vesuvio.

Sulle eruzioni più importanti della storia vesuviana sono state dedicate tre sezioni molto dettagliate

ERUZIONE DEL 79 d.C.                       ERUZIONE DEL 1631                       ERUZIONE DEL 1944


Storia Eruttiva del Somma - Vesuvio

Il vulcano più famoso d’Europa, da un punto di vista geo-vulcanologico, non si presenta come un vulcano isolato, ma come un complesso molto ampio : il complesso “Somma – Vesuvio”. E’ un tipico esempio di vulcano a recinto, di cui il Monte Somma costituisce il vulcano originario entro il quale si è poi sviluppato da eruzioni successive il più conosciuto cono del Vesuvio.

La sua bellezza, la sua storia e la sua dinamica eruttiva lo hanno reso uno dei più importanti vulcani attivi dell’Europa continentale. E’ caratterizzato da un’attività mista, con un’alternanza di eruzioni effusive con emissione di colate laviche, ed eruzioni tipo esplosivo, durante le quali il magma fuoriesce sotto forma di pomici, lapilli, bombe e ceneri. Il Vesuvio in eruzione

Se ci si trova in condizioni di condotto aperto e se il magma è molto fluido (cioè in caso di  LAVE BASICHE), i gas si liberano progressivamente prima che il flusso sia giunto in superficie e il vulcano produce eruzioni tranquille, facendo tracimare dal cratere, colate laviche alternate talvolta ad esposizioni intermittenti ma di poca potenza.

Se invece il condotto è ostruito da prodotti solidificati delle precedenti eruzioni e se ci troviamo con magma molto denso (cioè in caso di LAVE ACIDE), la frammentazione spesso avviene a livello superficiale e il processo di fuoriuscita dei gas avviene in un piccolo intervallo di tempo. Così dopo una iniziale fase esplosiva che apre il condotto, viene a formarsi un’imponente colonna eruttiva composta da pomici, ceneri e lapilli.  I frammenti di piccole dimensioni, raffreddandosi rapidamente, portano alla formazione di cenere vulcanica, mentre i frammenti di dimensioni maggiori, generano le pomici.

I prodotti più antichi attribuibili all’attività vulcanica del complesso Somma – Vesuvio, sono le cosiddette “Pomici di Codola”, risalenti a circa 25.000 anni fa.

Analisi stratigrafiche hanno portato alla conclusione che tra l’eruzione che generò le Pomici di Codola e l’eruzione pliniana del 79 d.C. ci fu un periodo caratterizzato da almeno 6 grandi eruzioni pliniane Il Vesuvio in eruzione (cioè da eruzioni molto esplosive contraddistinte dalla formazione di una  enorme colonna eruttiva), precedute da periodi di riposo che durarono migliaia di anni.

Nello stesso intervallo di tempo si sono verificate almeno 11 eruzioni subpliniane (cioè dalle stesse caratteristiche delle eruzioni pliniane ma di potenza inferiore) oltre ad eruzioni di tipo stromboliano (Cioè eruzioni esplosive a bassa energia, caratterizzate da una rapida successione di esplosioni). Anche l’eruzione del 79 d.C. (quella che distrusse la città di Pompei ed Ercolano) fu preceduta da  una lunga fase di riposo e tranquillità. Nei secoli precedenti all’eruzione del 79 d.C. il Somma si prsentava come un unico monte, ma lo stato delle cose fu completamente sconvolto da questa eruzione la cui fedele descrizione è contenuta nelle famose lettere di PLINIO IL GIOVANE a Tacito.

Per effetto di questa eruzione si formò una caldera di proporzioni molto ampie che distrusse quasi completamente il preesistente edificio vulcanico. Dopo un periodo di tranquillità, il vulcano si risvegliò nuovamente, iniziando a formare il Gran Cono del Vesuvio.

Le notizie relative alle eruzioni del millennio successivo all’eruzione del 79 d.C. sono incerte. Ma con sicurezza si sa che si sono succedute fasi alterne fino al 1139. Da questa data e fino al 1631 c’è stato dapprima un periodo di attività a condotto aperto e poi una lunga fase di sospensione dell’attività vulcanica.

L’eruzione del 1631 fu ancora una volta a carattere esplosivo (subpliniana).  Si aprì una grassa frattura sul fianco sud-occidentale del Gran Cono. Seguì la formazione di una imponente colonnaEruzione del 1631 eruttiva e la fuoriuscita di grandi masse di flussi piroclastici che seminarono morte e distruzione su una vastissima area. Come successe nelle altre eruzioni esplosive del Vesuvio, anche questa fu caratterizzata da una serie di evidenti segni premonitori : lunga serie di terremoti, deformazioni del suolo e scomparsa dell’acqua nei pozzi a seguito della variazione del livello delle falde.

Si ebbero un’altra serie di fenomeni eruttivi nel XVII secolo tra il 1666 e il 1668, mentre nel XVIII secolo si annotano altre 20 eruzioni tra cui quelle del 1730, 1737, 1760, 1767, 1779 e l’eruzione del Eruzione del 1794 1794 che distrusse la città di Torre del Greco.

Anche l’Ottocento non fu risparmiato da un’intensa attività vulcanica che provocò leEruzione del 1872 eruzioni del 1804, 1805, 1810, 1822, 1850, 1855, 1858, 1861, 1871, 1872, ed un periodo di intensa attività effusiva tra il 1895 ed il 1899.

La prima eruzione del Novecento fu quella del 1906 durante la quale furono seriamente danneggiate le città di Ottaviano e San Giuseppe. Dopo un periodo di tranquillità durato circa 7 anni, riprese l’attività stromboliana nel 1913.

Altri traboccamenti si  susseguirono nel 1926, 1927 e 1928. Ma solo il 3 Giugno 1929 il Vesuvio diede luogo ad un’eruzione di un certo rilievo che distrusse parzialmente l’attuale città di Terzino.

Eruzione del 1944L’ultima manifestazione del Vesuvio risale al Marzo 1944. Con la guerra in corso, una colata lavica  provocò la distruzione parziale di San Sebastiano al Vesuvio e Massa di Somma. Con questa eruzione è dunque terminato un periodo di circa 300 anni, caratterizzato da frequenti,  anche se deboli, eruzioni.  Da allora il magma si è progressivamente raffreddato all’interno del camino vulcanico, impedendo altre piccole eruzioni.

 

ERUZIONE DEL 79 d.C.                         ERUZIONE DEL 1631                       ERUZIONE DEL 1944