L' Investigatore del Vesuvio vi presenta la storia eruttiva del complesso vulcanico Somma - Vesuvio.

L' Eruzione del 79 d.C.

La tremenda eruzione che distrusse Ercolano e Pompei 


Plinio il giovaneL’eruzione del 79 d.C. è stata dettagliatamente descritta dalle celeberrime lettere di Plinio il Giovane a Tacito. L’eruzione ebbe inizio verso mezzogiorno del 24 Agosto quando una un’ enorme nube di ceneri, pomici, blocchi solidi e gas fu lanciata a diversi chilometri di altezza. Dalla ricaduta da questa nube si depositarono in poche ore diversi strati di pomici che seppellirono completamente Pompei.

Dopo poche ore il fenomeno sembrò volgere al termine, e molti cittadini fecero ritorno alle loro abitazioni, presumibilmente per cercare oggetti preziosi, trascurati per la fretta di scappare. All’improvviso però, la camera magmatica del vulcano, che si era precedentemente svuotata del suo contenuto, andava riempiendosi di acqua proveniente dalle falde vicine.

La repentina conversione dell’acqua in vapore e la sua diffusione all’interno della residua massa magmatica generò l’innesco del processo di frammentazione e la formazione di un’elevatissima pressione. L’eruzione riprese in modo molto violento alle 6 del mattino del 25 Agosto. Dal cratere fuoriuscì un’enorme massa di vapore acqueo e di frammenti solidi. Come conseguenza dell’elevata pressione venne prodotta una nube eruttiva carica di gas tossici, polveri e vapore acqueo ad alta temperatura, con un movimento espansivo orizzontale oltre che verticale. Questa pericolosa nube raggiunse velocemente Pompei e investì gli abitanti che erano nel frattempo ritornati alle loro abitazioni, causandone la morte per soffocamento. La grande quantità di vapore nell’atmosfera causòEruzione del 79 d.C. abbondanti piogge che solidificarono i depositi di cenere, depositati sui fianchi del vulcano, trasformandoli in enormi colate di fango lahar. A queste colate si deve il seppellimento della città di Ercolano.

Il successivo collasso della colonna eruttiva provocò la formazione di nubi ardenti, composte da gas e particelle solide ad elevatissima temperatura, che viaggiando a velocità superiori ai 100 Km/h, in poco più di 10 minuti raggiunsero il mare, devastando tutto ciò che intralciava il loro cammino.Per effetto dell’eruzione si formò una caldera di dimensioni molto ampie che demolì quasi completamente il preesistente edificio vulcanico. Dopo un periodo di relativa tranquillità il vulcano si risvegliò nuovamente cominciando a formare il Gran Cono del Vesuvio. Attualmente il Monte Somma rappresenta ciò che resta delle pareti dell’antica caldera, mentre la Valle del Gigante costituisce il residuo della parte interna. In ossequio alle lettere di Plinio tutte le successive eruzioni che hanno presentato le stesse caratteristiche dell’eruzione del 79 d.C. sono state denominate dagli scienziati “pliniane”.

ERUZIONE DEL 79 d.C.                         ERUZIONE DEL 1631                       ERUZIONE DEL 1944