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L' Investigatore del Vesuvio vi presenta la storia eruttiva del complesso vulcanico Somma - Vesuvio. L' Eruzione del 1944 l'ultima tremenda eruzione del Vesuvio che tanta gente ricorda con paura |
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Il
6 Gennaio 1944 il conetto eruttivo vesuviano si frattura, generando una
serie di flussi lavici. Il fenomeno richiamò l’attenzione dei militari
di stanza all’Osservatorio Vesuviano, ma la diminuzione dell’attività
il giorno dopo fece rientrare l’allarme. La Il
giorno 19 Marzo le manifestazioni effusive e le esplosioni si
intensificarono, diventando seri minacce per le città di San Sebastiano
al Vesuvio e Massa di Somma. Nelle prime ore del 21 la lava invade le due
città vesuviane, minacciando anche Cercola. Mentre si procedeva
all’evacuazione del paese, nel tardo pomeriggio Ha
inizio un’intensa attività esplosiva nota come “fase delle fontane
laviche”. Le fasi più intense dell’attività eruttiva si protrassero
fino alla notte del giorno 21 producendo lanci continui di scorie e
lapilli fino ad oltre 5 chilometri e ceneri ad altezza spesso maggiore. Poco
dopo le 12 del 22 Marzo un rapido cambiamento del materiale eruttato segnò
la fine della fase delle “fontane laviche” e diede vita alla fase
denominata “fase delle esplosioni miste”. Il pino vulcanico che si
forma in questa fase supera l’altezza di 5000 metri oltre il cratere. Le
ceneri erano accompagnate da lanci di bombe e da scariche elettriche che
squarciavano le nubi vulcaniche. Questa attività esplosiva rappresenta la
massima intensità dell’intera eruzione e durò circa 10 ore. Il
vulcano dopo circa 3 ore di calma, si fa risentire durate la serata del
giorno 22 Marzo con esplosioni molto simili alle precedenti, ma
l’oscurità della notte, rendendole più appariscenti, genera
un’ondata di panico. Le esplosioni sono molto discontinue ed il
materiale emesso è più freddo rispetto a quello incandescente. La
mattina del 24 Marzo il Gran Cono Vesuviano sembrò coperto di neve, ma in
realtà si trattava di un mantello di ceneri molto chiare. L’attività
eruttiva sembra Il
fenomeno eruttivo nei giorni 26 e 27 Marzo tende a diminuire. Questa fase
coincide con le frane, i crolli ed i cedimenti della parte sommitale del
vulcano che continuano fino al 29 Marzo. Si forma una vasta voragine
profonda 300 metri con un perimetro di circa 1.500 metri, e la bocca
eruttiva subì continue ostruzioni per una serie di frane e successive
riaperture. L’attività osservata il 29 Marzo continua con minore
intensità fino al 7 Aprile con la bocca eruttiva ormai completamente
chiusa. Da questa data inizia l’attuale periodo di riposo del Vesuvio. |
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ERUZIONE DEL 79 d.C. ERUZIONE DEL 1631 ERUZIONE DEL 1944 |