L' Investigatore del Vesuvio vi presenta la storia eruttiva del complesso vulcanico Somma - Vesuvio.

L' Eruzione del 1944

l'ultima tremenda eruzione del Vesuvio che tanta gente ricorda con paura 


Il VesuvioL’eruzione del 1944 è l’ultima eruzione avvenuta ed è ricordata soprattutto per questo. Nessuno avrebbe mai immaginato che si stava per assistere alla chiusura di un ciclo di attività durato oltre 300 anni.

 Il 6 Gennaio 1944 il conetto eruttivo vesuviano si frattura, generando una serie di flussi lavici. Il fenomeno richiamò l’attenzione dei militari di stanza all’Osservatorio Vesuviano, ma la diminuzione dell’attività il giorno dopo fece rientrare l’allarme. LaL'Eruzione del 1944 riduzione dell’attività durò tutto il mese e fu accompagnata dall’abbassamento del livello del magma del condotto eruttivo. Il 13 Marzo il crollo del conetto nella parte orientale dell’edificio eruttivo provocò una voragine crateriforme e la bocca rimase chiusa. Dopo una breve apertura, ci fu una nuova ostruzione della bocca, ma l’attività eruttiva riprese il 18 Marzo con esposizioni ed effusioni magmatiche. I fumi generarono un ampio pennacchio inclinato verso nord e di colore rosso per il riverbero del magma incandescente. Lanci continui di scorie si accompagnarono a flussi lavici che formarono un vero e propri lago di lava.

Il giorno 19 Marzo le manifestazioni effusive e le esplosioni si intensificarono, diventando seri minacce per le città di San Sebastiano al Vesuvio e Massa di Somma. Nelle prime ore del 21 la lava invade le due città vesuviane, minacciando anche Cercola. Mentre si procedeva all’evacuazione del paese, nel tardo pomeriggio Vista aerea del Vesuviodel 21 Marzo si rileva un’altra minaccia. Una serie di zampilli di lava lanciati dalla bocca del vulcano a diverse centinaia di metri di altezza, cadendo si riunivano a formare una vera e propria colata lavica che procedeva verso Torre del Greco e Torre Annunziata.

Ha inizio un’intensa attività esplosiva nota come “fase delle fontane laviche”. Le fasi più intense dell’attività eruttiva si protrassero fino alla notte del giorno 21 producendo lanci continui di scorie e lapilli fino ad oltre 5 chilometri e ceneri ad altezza spesso maggiore.

Poco dopo le 12 del 22 Marzo un rapido cambiamento del materiale eruttato segnò la fine della fase delle “fontane laviche” e diede vita alla fase denominata “fase delle esplosioni miste”. Il pino vulcanico che si forma in questa fase supera l’altezza di 5000 metri oltre il cratere. Le ceneri erano accompagnate da lanci di bombe e da scariche elettriche che squarciavano le nubi vulcaniche. Questa attività esplosiva rappresenta la massima intensità dell’intera eruzione e durò circa 10 ore.Eruzione notturna

Il vulcano dopo circa 3 ore di calma, si fa risentire durate la serata del giorno 22 Marzo con esplosioni molto simili alle precedenti, ma l’oscurità della notte, rendendole più appariscenti, genera un’ondata di panico. Le esplosioni sono molto discontinue ed il materiale emesso è più freddo rispetto a quello incandescente.

La mattina del 24 Marzo il Gran Cono Vesuviano sembrò coperto di neve, ma in realtà si trattava di un mantello di ceneri molto chiare. L’attività eruttiva sembra Napoli ed il Vesuvio in eruzioneridursi notevolmente, cessa la minaccia e la calma progressivamente rientra nei comuni vesuviani.

Il fenomeno eruttivo nei giorni 26 e 27 Marzo tende a diminuire. Questa fase coincide con le frane, i crolli ed i cedimenti della parte sommitale del vulcano che continuano fino al 29 Marzo. Si forma una vasta voragine profonda 300 metri con un perimetro di circa 1.500 metri, e la bocca eruttiva subì continue ostruzioni per una serie di frane e successive riaperture. L’attività osservata il 29 Marzo continua con minore intensità fino al 7 Aprile con la bocca eruttiva ormai completamente chiusa. Da questa data inizia l’attuale periodo di riposo del Vesuvio.

ERUZIONE DEL 79 d.C.                         ERUZIONE DEL 1631                       ERUZIONE DEL 1944